
E’ vero che siamo in un sogno, però entrare nel sotterraneo di un teatro romano!
Cena splendida per servizio, piatti e vini. Poi a letto, a letto in un palazzo del ‘700, in una intatta cittadina medioevale, con cena lo ripeto in un teatro romano!
Beppe Bigazzi
Il nostro Ristorante Redibis nasce dalla consapevolezza di un patrimonio immobiliare familiare assolutamente unico e dal proposito di sottrarlo ad una scontata logica museale per vocarlo ad ospitare l’antico rito della tavola.
Il progetto di far rivivere agli ospiti la storia della famiglia e del territorio si concretizza nella scelta di attingere per i nostri menù ad un ricettario elaborato, all’inizio del novecento e nell’arco di trent’anni, da Donna Maria Angeli, con i suggerimenti di signore amiche di famiglia e cuoche: un ricettario che parla di Bevagna e dell’Umbria ma fa risuonare anche percepibili echi di Vienna, di Parigi, di quell’Europa della Belle Epoque che univa l’amore per la tradizione e per il gusto discreto alla curiosità per le innovazioni geniali e creative.
Scegliendo tra i menù della proposta Redibis vi concederete un viaggio stimolante verso le nostre radici attraverso ricette che fanno riemergere la memoria del gusto, del profumo, degli alimenti, degli ambienti, delle persone che preparavano e consumavano cibi con amore e attenzione.
Lo stesso amore e la stessa attenzione che dedichiamo oggi ai nostri ospiti.
La nostra cucina vuole essere lo specchio del territorio e raccontare la storia delle sue materie prime, scelte fra le più vicine e genuine (filiera corta).
L’impiego delle migliori tecniche di preparazione e delle più moderne e sicure tecnologie di conservazione attestano la nostra costante attenzione per la salute e il benessere dei nostri ospiti.
Seguendo un calendario gastronomico stagionale (il ciclo della vita e delle festività) in armonioso accordo con le necessità del nostro corpo, possiamo riscoprire le qualità terapeutiche del cibo, i tempi balsamici delle erbe aromatiche, l’importanza di una dieta variata ed equilibrata, ma anche quella dell’ambiente e dell’atmosfera in cui il cibo stesso veniva consumato.
La ricerca del benessere non può prescindere dalla qualità dei cibi e dall’amore delle persone che li preparano per noi.
“Non serve l’abbondanza per far le cose buone, ...chi cucina deve avere fantasia nella mente, amore nell’anima e discrezione nelle mani”.